PERCHE SI DIVENTA INTOLLERANTI

Il sistema immunitario si trova in ogni parte del nostro corpo. Lo troviamo subito in bocca , tra le mucose e nella saliva. Poi, più avanti nel tratto digestivo, lungo le pareti intestinali, nella milza e in tutti gli organi depuratori. Soprattutto è presente in ogni goccia di sangue.
Sembra persino che noi disponiamo di antenne speciali, collegate al nostro cuore e al sistema nervoso, grazie alle quali il semplice contatto di una sostanza può scatenare una reazione.
Il lavoro del sistema immunitario è, quindi, molto vario e sono diversi i fattori che possono intralciarlo:
Sovraccarico di tossine
Carenze di micronutrienti vitali
Eccesso di lavoro in circostanze difficili
Prendendo in considerazione l’ultimo punto, quando c’è in atto un’infezione il sistema immunitario deve alzare la temperatura del corpo per impedire il moltiplicarsi di virus e di batteri, deve cioè produrre un maggior numero di cellule killer predisposte a eliminare gli invasori dal nostro organismo per evitare l’intossicazione. Circostanze difficili sono soprattutto:
rialzi febbrili
gastroenteriti acute
terapie a base di cortisone
uso intensivo e prolungato di antibiotici
uso prolungato di antinfiammatori
parassitosi intestinali e candidosi
alcune infezioni virali
gravi e prolungati stress fisici o emotivi
intolleranze alimentari persistenti e non curate
Il sistema immunitario è costituito da vari tipi di globuli bianchi che hanno il compito di combattere e prevenire le infezioni. Vi sono due tipi di globuli bianchi: granulociti e agranulociti, caratterizzati dalla presenza o meno di granuli. I granulociti a seconda della colorazione assunta con l’uso di specifici coloranti si dividono in eosinofile, basofili (mastociti) e neutrofili. Ciascun tipo di granulocita partecipa in modo diverso ai meccanismi di difesa.
Gli eosinofili neutralizzano l’istamina, i basofili la rilasciano e i neutrofili sono fagocitari in quanto ingeriscono batteri e altre sostanze estranee; producono anche lisozima, un enzima in grado di attaccare le cellule batteriche degradandone la parete cellulare.
Linfociti e Monociti sono sprovvisti di granuli; i linfociti sono direttamente coinvolti nelle difese immunitarie, mentre i monociti sono precursori delle cellule fagocitarie più potenti, i macrofagi.
Quandi il sistema immunitarie è pienamente impiegato è bene riposare e mangiare in odo estremamente leggero e digeribile anche dopo due settimane della scomparsa dei sintomi. Infatti, nei momenti di massima allerta il sistema immunitario ha tutte le sue armi pronte e tende ad avventarsi anche su chi, fino a quel momento era riconosciuto come un amico o una sostanza neutra. Il problema è che da quel momento in poi rimane una memoria del fatto, un po' come il file di un computer: ogni volta che quella sostanza viene nuovamente introdotta nell’organismo il sistema immunitario è allertato.
Se si tratta di un alimento che noi consumiamo quotidianamente, ciò costituisce un dispendio notevole di lavoro e di energia in quanto egli vive come se fossimo perennemente malati e produce sostanze infiammatorie, soprattutto istamine, che si diffondono facilmente in tutto il corpo. Questo surmenage può indebolirlo, per cui nel tempo non reagisce più a dovere alle vere situazioni di pericolo.
Ci sono una seria di alimenti con i quali il nostro sistema immunitario viene a contatto ogni giorno: latte e latticini, frumento nei vari prodotti da forno (pasta , pizza, biscotti) pomodoro, carne suina, additivi alimentari, cioccolato.
L’intolleranza si forma per questa concomitanza di fatti che portano ad uno stato di allerta continuativo.
La terapia consiste proprio questo: dare riposo al sistema immunitario. Gli bastano solitamente 3 giorni per riprendersi dalla sollecitazione e per accettare senza problemi la presenza della sostanza incriminata.
LE INTOLLERANZE PIU COMUNI
Intolleranza al lattosio: La più diffusa. È causata dalla carenza di lattasi, l’enzima necessario a scomporre lo zucchero del latte. Il lattosio non digerito fermenta nel colon provocando disturbi.
Intolleranza al glutine (Non Celiaca): Difficoltà nel digerire le proteine del grano, da non confondere con la celiachia(che è invece una malattia autoimmune)
Intolleranza all’istamina. Dovuta a un deficit dell’enzima DAO (Diamine Ossidasi). L’organismo non riesce a smaltire l’istamina presente in cibi accumulati o stagionati(es. formaggi vecchi, vino, insaccati)
I SINTOMI PRINCIPALI
I disturbi legati alle intolleranze alimentari si manifestano prevalentemente su tre livelli:
Gastrointestinale: gonfiore addominale, meteorismo, crampi alla pancia, diarrea o stitichezza
Cutaneo: prurito, sfoghi localizzati o leggere dermatite
Generale: mal di testa, stanchezza cronica e difficoltà di concentrazione (brain fog)
COME SI DIAGNOSTICA
I test validati dalla comunità medico-scientifica sono limitati:
Per il lattosio si utilizza il Breath Test(test del respiro)
Per altre sostanze si procede generalmente con una dieta a eliminazione temporanea sotto stretto controllo di un nutrizionista o allergologo, seguita da una graduale reintroduzione. Si raccomanda di evitare test alternativi non scientifici(es. test del capello o kinesiologici)
Come evidenziato anche dalle infografiche della Società Italiana di Nutrizione Umana(SINU), i meccanismi e la gravità tra Allergie e Intolleranze cambiano radicalmente:
Allergia attiva il sistema immunitario(tramite anticorpi IgE), può scatenarsi anche con tracce minime di cibo in pochi minuti e può essere potenzialmente letale(shock anafilattico)
Intolleranza, coinvolge il metabolismo o l’intestino, è strettamente dose-dipendente(piccole quantità di cibo possono speso essere tollerate) e i sintomi compaiono diverse ore dopo l’ingestione.





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